martedì 23 agosto 2016

In spiaggia sull'isola di San Pietro


Ciabattine da mare, costumino, la manina stretta in quella della nonna, in fila, mentre lei e la zia chiacchierano con gente sorridente che io non riconosco. Aspettiamo impazienti il battello per andare in spiaggia sull’isola di San Pietro.


Quando ero piccola era mia abitudine passare una settimana di “villeggiatura” da mia nonna, a Taranto. Sì, ero vicino casa in fondo, ma ricordo quelle settimane come vere e proprie vacanze, in cui i miei principali pensieri erano giocare senza sosta con mia cugina e andare al mare, alla spiaggia dei sottufficiali, in particolare sull’isola di San Pietro. La traversata, il passaggio sotto il Ponte Girevole, l’acqua cristallina e il tempo passato sull’isola sono alcuni dei ricordi più preziosi che ho di quelle estati.


Sono tornata a San Pietro a distanza di 20 anni, questa volta con degli amici. Fino a qualche tempo fa non sarei potuta venire qui senza mia nonna, essendo una spiaggia riservata solo ai militari e alle relative famiglie. Attualmente, invece, è concesso a chiunque accedere all’isola, pur essendo sempre proprietà della Marina Militare.


Ho rivissuto quelle stesse emozioni che provavo da bambina nel prendere il traghetto e nell’attesa della partenza. Certo, ormai sono abituata a questi panorami, ma fa sempre una certa impressione passare sotto il Ponte Girevole, salutare il castello e vedere Taranto che si allontana, mentre si avvicinano le isole Cheradi, ammirare la militare isola di San Paolo e dirigersi verso la boscosa San Pietro. Mentre io mi lascio trasportare dai ricordi, anche una signora accanto a me si fa prendere dall’entusiasmo di essere di nuovo lì dopo 34 anni. Ci racconta che una volta la spiaggia dell’isola era addirittura divisa tra ufficiali e sottufficiali, delle partite a tennis con gli i suoi amici  e delle escursioni nei bunker risalenti al periodo della guerra, quando l’isola era utilizzata per lo stoccaggio delle munizioni.


Una volta sbarcati, si seguono le indicazioni per la spiaggia, si sceglie il proprio ombrellone e poi via in acqua. È esattamente come la ricordavo: limpida al punto da vedere chiaramente il fondale sabbioso. Anche il livello dell’acqua non tradisce la mia memoria: abbastanza alto da poterti tuffare dopo pochi metri dalla riva (facile quando sei alto un metro e mezzo) e quell’atmosfera che ti fa sentire un po’ fuori dal mondo, in una dimensione tutta tua. Adesso riesco anche ad apprezzare il numero limitato di bagnanti che di volta in volta si possono recare sull’isola, infatti è necessario prenotare il posto, comprando il biglietto in anticipo.


Lo stabilimento offre oltre all’ombrellone e le sdraio, docce, spogliatoi e bagni, un bar, dove c’è anche la possibilità di intraprendere sfide tra amici all’immancabile calcio Balilla, un campo da beach volley e uno da calcio. Basta davvero poco per tenersi occupati durante la propria permanenza sull’isola, che in genere dura una giornata intera.

Arrivano le ore più calde e con loro anche il momento di pranzare. In genere quando si pensa di passare la giornata sull’isola, ci si organizza con il pranzo al sacco. A quel punto si prende il proprio “fagotto” e ci si dirige verso la pineta attrezzata con tavoli e panche in legno. C’è anche chi mette su tavolate degne di Pasquetta.


Purtroppo oltre allo stabilimento sull’isola non c’è molto da vedere e, oltretutto, è vietato uscire dai suoi confini appunto perché si tratta di un’area militare. Una passeggiatina sulla battigia è quello che ci si può concedere, senza avventure all’Indiana Jones in bunker o simili. Ad ogni modo ci si accontenta della tranquillità e del panorama che si gode da qui.

Taranto in lontananza
Tornare su quest’isola per me non è stato solo passare una bella giornata al mare, ma anche rivedere un luogo della mia infanzia, che ha contribuito a rendere speciali le mie estati. Essere qui mi ha fatto rivivere, anche se con uno spirito diverso, quei bei momenti.




INFORMAZIONI UTILI

Dopo un piccolo tuffo nel passato è doveroso dare qualche informazione per chi fosse interessato a passare una giornata sull’isola. A mio parere anche questa destinazione potrebbe rientrare tra quelle elencate nel post precedente sul mare low cost in Puglia, infatti il costo del biglietto è di 10 euro e comprende il trasporto in motonave andata/ritorno, ombrellone, sdraio e servizi spiaggia. Un ottimo prezzo, visto che in un lido si spende decisamente di più.


Per acquistare il biglietto è necessario rivolgersi all’agenzia dei trasporti pubblici di Taranto Amat oppure all’agenzia Appia Viaggi di Taranto, considerando che, come già detto, i posti sull’isola sono limitati, per cui bisogna muoversi con anticipo. Io consiglio di comprarli una settimana prima della data desiderata. Un’unica pecca: purtroppo non c’è la possibilità di prenotare i biglietti online, perciò devono essere presi di persona.

   

4 commenti:

  1. I ricordi di una bimba sono indimenticabili, se poi li si rinfresca godendone così tanto, è quanto di meglio si possa desiderare. La tua descrizione rivela amore per questo luogo e lo trasmetti con molta gioia e trasporto. Ciao Stefania

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    1. Ho fatto anche un tuffo nel passato :D

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  2. Sempre bello tornare nei luoghi d'infanzia :) è un bel modo di rivivere i bei momenti che non torneranno più ma sono ben vivi nella mente :)

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  3. Mi sembra un posto bellissimo! Nonostante le mie origini conosco pochissimo la Puglia, prima o poi devo concedermi una vacanza da quelle parti.

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