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Perché Benevento è la città delle streghe?

“Vorrei andare a vedere Benevento.” “Ah, la città delle streghe!” “Esatto!”

Perché poi la chiameranno così? Per anni ho sentito Benevento associata alle streghe e ciò non ha fatto altro che accrescere la mia curiosità per questa città. Il folklore, per me, è sempre stato uno dei motori più importanti per intraprendere un viaggio.
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I Longobardi a Benevento: la chiesa di Santa Sofia

“Ah, ma c’è un matrimonio.  Non possiamo entrare adesso”
“Allora andiamo a fare un giro. Torniamo più tardi, dai.”
Gli sposi sorridenti  si mettono in posa per scattare le foto sul sagrato di Santa Sofia, uno dei simboli di Benevento. Una volta era anche una delle chiese più importanti della Longobardia Minor. Siamo venuti qui proprio seguendo i Longobardi: dopo aver visitato Monte Sant’Angelo, in Puglia, la curiosità per questo popolo ci ha portati a in questa città.

Nel Sud di Carlo Levi. Una giornata ad Aliano, tra le case e i calanchi di "Cristo si è fermato ad Eboli"

L’auto corre veloce lungo la statale 598. Per un lungo tratto il nastro d’asfalto costeggia l’Agri, uno dei maggiori corsi d’acqua della Lucania, che dall’entroterra scivola lento fino alle fertili coste dello Jonio. Ma in questo periodo dell’anno, dopo l’arsura dei mesi estivi, è ridotto a poco più di un rigagnolo pietroso. Il Pollino è solo a pochi chilometri, verso sud. Eppure i suoi boschi e la sua frescura non sono che un miraggio, qui. Siamo nel cuore riarso della Basilicata, nel deserto argilloso dei calanchi. Con una curva a gomito la strada comincia la sua salita verso Aliano. Tutt’intorno il paesaggio si increspa, come un mare pietrificato. I calanchi sono fenditure scavate dalle piogge sul terreno friabile e privo di vegetazione. Si susseguono e si ramificano, creano grappoli di terra gialla, alti poche decine di metri, spaccati in gole e burroni, sui quali è impossibile arrampicarsi. Per raggiungere il paese c’è da passare un ponte. Intorno solo il vuoto del precipizio. …

La Cina a Bari

Un piccolo angolo di Cina è approdato a Bari.
I guerrieri di terracotta del famoso esercito dell’Imperatore Qin sono arrivati all’Archivio di Stato di Bari.

Benvenuti all'Inferno!

Lasciate ogni speranza voi che entrate



Sabato 3 giugno ho avuto la fortuna di essere invitata dalla digital strategist delle  Grotte di Castellana ad assistere a Hell in the Cave. È uno spettacolo unico nel suo genere che ha come palcoscenico la grotta della Grave nel complesso carsico che ha reso famosa Castellana Grotte. Mette in scena l’Inferno di Dante. Sin dalla prima edizione sono stata incuriosita da questa attrazione, ma ancora non ero riuscita ad assistervi. Fino ad ora.

Di funghi e castelli

Dopo tanta incertezza sembra che il sole abbia finalmente deciso  di graziarci col suo calore.
Ci si incomincia a scoprire e a guardare con rinnovato interesse quella maglietta che ci piace tanto, dai colori sgargianti che gridano: "ESTATE". Sale man mano la voglia di passare le giornate fuori, in giro per posti inesplorati e cala inesorabilmente quella di andare in ufficio. Ed ecco che si aspetta il sabato, sperando che il bel tempo regga e non si tratti solo dell'ennesima illusione di un'estate un po' indecisa sul da farsi.

Questo è lo stato d'animo in cui sto vivendo questo periodo: tutto si risveglia; il sole mi dona nuova energia e vedo un solo modo per poterlo sfruttare al meglio: fare una gita! Ho sofferto un po' ultimamente il non potermi spostare, ma puntualmente un impegno o il cattivo tempo mi imponeva di rimandare le mie scampagnate. Ora è giunta l'ora di darmi alla pazza gioia! Be', sì, ma ripartiamo in maniera soft.

Giro il mondo e faccio la traduttrice

Quando mi balenò l’idea di aprire un blog avevo due punti fermi:
1)avrebbe parlato di viaggi, perché scoprire il mondo è una cosa che mi ha sempre affascinato;
        2)sarebbe stato multilingue, così che tutti avrebbero potuto leggerlo e sarebbe stato un ottimo modo per tenermi in allenamento con le lingue che studiavo all’università.
Solo poco tempo fa ho realizzato, come se avessi ripescato qualche ricordo nei meandri della mia memoria, che quello che stavo facendo era esattamente quello che ho sempre detto di voler fare, cioè girare per il mondo e tradurre.

Sul girare il mondo ci stiamo lavorando: crescendo mi sono resa conto, come era ovvio d’altronde, che per mettere in atto questo progetto sono necessarie risorse economiche e tempo, che richiedono un’attenta gestione.
La questione “diventare una traduttrice”, anche lei è un work in progress. Nel momento in cui mi sono iscritta alla facoltà di lingue, piena di belle speranze, di certo non mi sono preoccupata di cosa fosse necessa…